Nexplanon: guida al contraccettivo sottocutaneo

Nexplanon: guida al contraccettivo sottocutaneo

Introduzione

Nexplanon è un impianto contraccettivo a lungo termine, inserito sottocute, molto efficace, reversibile e pensato per chi desidera un metodo contraccettivo “dimenticabile” per almeno 3 anni. Si tratta di un piccolo bastoncino flessibile che rilascia continuamente un ormone progestinico (etonogestrel) per garantire la protezione dalla gravidanza.

Come funziona (meccanismo d’azione)

  • L’impianto contiene 68 mg di etonogestrel, un progestinico sintetico.
  • Viene inserito sotto la pelle (sottocute), tipicamente nella parte interna del braccio.
  • L’ormone agisce in diversi modi per evitare la gravidanza:
    • inibisce l’ovulazione (cioè blocca il rilascio delle uova)
    • altera il muco cervicale, rendendolo più denso e meno permeabile agli spermatozoi.
    • modifica l’endometrio (la parete interna dell’utero), rendendo l’impianto meno favorevole per un impianto di un eventuale embrione.

Efficacia

  • Secondo le fonti, l’efficacia contraccettiva è superiore al 99% quando l’impianto è inserito correttamente.
  • Non c’è il rischio di “dimenticarsi” una pillola ogni giorno, perché non dipende dalla compliance quotidiana.

Durata e reversibilità

  • L’impianto ha una durata di 3 anni.
  • Può essere rimosso in qualsiasi momento da un medico esperto, tramite una piccola incisione in anestesia locale.
  • Dopo la rimozione, la fertilità ritorna: essendo un metodo progestinico solo, non ha un effetto di lunga durata come alcuni metodi in cui serve un tempo molto lungo per recuperare la fertilità.

Vantaggi

  • Non contiene estrogeni, quindi è adatto anche a chi non può usare contraccettivi con estrogeni (per es. per rischio trombotico).
  • È molto “comodo”: una volta inserito non bisogna ricordarsi di prenderlo o usarlo quotidianamente.
  • Basso rischio di interazioni ormonali rispetto ad altri metodi ormonali: ma attenzione: ci sono farmaci che possono ridurre l’efficacia (induttori enzimatici epatici).

Sicurezza ed effetti collaterali

  • Gli effetti più comuni includono sanguinamento irregolare (spotting, mestruazioni variabili) e potenziali cambiamenti dell’umore, mal di testa, tensione mammaria.
  • Ci sono rischi legati all’inserimento: se l’impianto viene inserito troppo in profondità, può causare danni nervosi o vascolari.
  • Migrazione dell’impianto: in casi molto rari, l’impianto è migrato, ed è stata segnalata anche migrazione verso siti lontani.
  • Potrebbe causare acne in alcune persone, probabilmente per l’effetto dell’ormone progestinico sulla pelle.
  • Interazioni: con alcuni farmaci (es. anticonvulsivanti, rifampicina, erba di San Giovanni) l’efficacia può diminuire.

Controindicazioni

Alcune situazioni in cui non è raccomandato l’uso di Nexplanon:

  • Gravidanza nota.
  • Storia di tumore al seno.
  • Malattie epatiche gravi.
  • Sanguinamento genitale non diagnosticato.
  • Pazienti con ipersensibilità all’etonogestrel o ad uno dei componenti.

Procedura di inserimento e follow-up

  • L’impianto viene posizionato da un medico, con anestesia locale, nell’area interna del braccio.
  • Dopo l’inserimento: palpazione per verificare che l’impianto sia nel posto giusto.
  • Bendaggio: si applica una garza e un bendaggio che viene rimosso dopo ~24 ore; può formarsi un ematoma che si risolve in qualche giorno.
  • Controlli: è raccomandato un controllo medico nei mesi successivi per verificare il corretto posizionamento e l’assenza di complicazioni.

Quando può essere una buona scelta

Nexplanon può essere particolarmente utile per:

  • chi non vuole ricordarsi di prendere la pillola ogni giorno;
  • chi ha difficoltà con altri metodi ormonali;
  • chi ha controindicazioni all’estrogeno;
  • chi desidera un metodo “a lungo termine ma reversibile”.

Limiti e considerazioni

  • Deve essere inserito/rimosso da un medico esperto (per evitare rischi).
  • Potenziali effetti collaterali che devono essere discussi: sanguinamenti, possibili cambiamenti dell’umore, peso, acne.
  • L’efficacia può essere ridotta da alcuni farmaci: importante che il medico sappia la terapia farmacologica attuale della paziente.
  • Non protegge dalle infezioni sessuali (es. HIV): è un metodo contraccettivo, non un metodo barriera.